mercoledì 8 ottobre 2014

ADAM WILD #1

È arrivato Adam Wild: largo all'Avventura!

È iniziata la nuova avventura editoriale firmata dal grande Gianfranco Manfredi: Adam Wild è arrivato, con tutta la sua prorompente voglia di vivere, in tutte le edicole lo scorso 4 ottobre e continuerà a farci compagnia, speriamo a lungo, mese dopo mese. Dopo avere incontrato l’ideatore della serie, insieme all’immenso Pasquale Frisenda, a Lucca 2013 (in occasione del lancio della ristampa a colori di Magico Vento) e averlo intervistato di recente, abbiamo letto con avidità ed entusiasmo il primo numero. Ora siamo pronti per condividere con il pubblico più audace che c’è le nostre impressioni. Buona lettura!

La primissima tavola dell'albo: così tutto ha inizio!
 
Nel primo numero di questa nuova serie, intitolato Gli schiavi di Zanzibar, Manfredi è accompagnato dal talento straordinario di Alessandro Nespolino ai disegni.
 
La comparsa di Adam
Nel giro di pochissime pagine Manfredi riesce a farci affezionare a tutti i personaggi che introduce: come si fa a non voler bene immediatamente al gentile e simpatico Conte Narciso Molfetta, ricco e coraggioso nobile che vuole finanziare una spedizione nel cuore dell’Africa nera sulle tracce di Livingstone, o al giovanissimo Makibu, uno schiavo prima comprato e poi affrancato da Adam, o allo stesso protagonista, un burbero avventuriero dal cuore d’oro che si batte contro le ingiustizie e per ciò che crede giusto? Tutto questo, e molto altro, lo troverete nelle prime diciassette pagine! 
Siamo solo all’inizio e già Adam e il suo mondo ci hanno conquistato, che meraviglia! 
In questo numero introduttivo ambientato a Zanzibar, dove Adam gestisce un emporio su uno scoglio vicino la costa, facciamo la conoscenza di tanti altri personaggi che coloreranno le avventure di questa testate nei mesi a seguire: forse Dhaki, trafficante di avorio, amico–nemico di Adam, di sicuro la principessa Bantu Amina, il suo fido guerriero Londo e Sam, un mozzo di una nave schiavista redento dall’opera persuasiva di Adam e che confessa a quest’ultimo che dietro il traffico di esseri umani c’è un americano, Frankie Frost, il cattivo della serie.
Il Conte Narciso Molfetta, "Narcy" per Adam
Di carne sul fuoco ce n’è davvero tanta, e tutta di prima scelta! Manfredi è un grandissimo scrittore e uno dei più grandi definitori di caratteri dei personaggi che il fumetto italiano possa vantare. Da lui ci aspettiamo solo cose grandiose e, finora, non ci ha mai deluso e siamo più che certi, dopo la lettura di questo primo numero, che Adam Wild continuerà a regalarci avventure ed emozioni proprio come hanno fatto, in passato, tanti altri personaggi da lui ideati. Insomma, benvenuto Adam!!  


Gianfranco Manfredi
Passiamo a parlare degli autori. Gianfranco Manfredi, classe ‘48, anconetano di nascita e milanese d’adozione, non ha certo bisogno di presentazioni ma gli Audaci, data l’occasione speciale, aprono il baule dei ricordi e condividono con voi la sua importante carriera. Laureato in Storia della Filosofia, è una figura eclettica e singolare nel panorama culturale italiano: cantautore (La crisi, 1974; Ma non è una malattia, 1976; Zombie di tutto il mondo unitevi, 1977; Biberon, 1978; Gianfranco Manfredi, 1981; Dodici, 1985; In paradiso fa troppo caldo, 1993); critico musicale (Lucio Battisti, 1978; Enzo Jannacci, 1980; Celentano, 1981; Mina, Milva, Vanoni e altre storie, 1981; La strage degli innocenti, 1982; Piange il grammofono, 1982); attore (Liquirizia, 1979; Un amore in prima classe, 1980; Fotografando Patrizia, 1985; Le volpi della notte, 1986; Via Montenapoleone, 1986; Le vie del Signore sono finite, 1987; Nel giardino delle rose, 1990; In camera mia, 1992; Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo, 1993); sceneggiatore (Liquirizia, 1979; Un amore in prima classe, 1980; Quando la coppia scoppia, 1981; I miracoloni, 1981; Il paramedico, 1982; Valentina, 1989; Il nido del ragno,1988; Colletti bianchi, 1988; Il trasformista, 2002); romanziere (L'amore e gli amori in J. J. Rousseau (1735-1755). Teorie della sessualità, 1978; Magia rossa, Milano, 1983; Cromantica, 1985; Ultimi vampiri, 1987; Trainspotter, 1989; Il peggio deve venire, 1992; La fuga del cavallo morto, 1993; Una fortuna d'annata, 2000; Il piccolo diavolo nero, 2001; Nelle tenebre mi apparve Gesù, 2005; Ho Freddo, 2008; Tecniche di resurrezione, 2010; La freccia verde, 2013).
 
La copertina del mitico n. 1
Inizia a scrivere fumetti nel 1991 con la serie cult Gordon Link per la Dardo e dal 1994 inizia a pubblicare per la gloriosa Sergio Bonelli Editore. Il suo esordio avviene sulle pagine della testata di maggior successo della casa editrice di via Buonarroti, Dylan Dog: disegnato da Luigi Siniscalchi, I giorni dell’incubo, numero 95 dell’agosto 1994, è il suo primo albo e, nel corso degli anni, ne seguiranno molti per un totale di sette storie sulla serie regolare, una per lo speciale (il numero 12), due per i primi due maxi e quattro per i giganti 4, 6 (è del dicembre 1997, la sua indimenticabile Il masticatore di sudari per i disegni dell’immenso Corrado Roi), 7 e 8.
Cover del DYD gigante n. 6
Inoltre scrive numerose sceneggiature anche per il primo giallo Bonelli, Nick Raider, il personaggio ideato dal grande Claudio Nizzi: notevole il suo contributo alla serie con ben diciassette storie per la serie regolare (la prima è Delitti a soggetto, numero 94, del marzo 1996, per i disegni di Barbati e Ramella) e due per l’Almanacco del Giallo (1996 e 1997) allora legato al personaggio di Nizzi. E non finisce qui: Manfredi è uno dei pochissimi – SONO SOLO UNDICI, in rigoroso ordine alfabetico: Giancarlo Berardi, Gianluigi Bonelli, Mauro Boselli, Decio Canzio, Tito Faraci, il nostro Manfredi, Michele Medda, Claudio Nizzi, Guido Nolitta, Pasquale Ruju e Antonio Segura – autori ad aver avuto l’onore e l’onere di scrivere le storie del mitico Aquila della Notte.
Il Maxi Tex di Manfredi
I
l suo esordio è sulle pagine del Maxi Tex, il numero 9 dell’ottobre 2005, con la splendida La pista degli agguati, per i disegni di Miguel Angel Repetto. Per la serie regolare pubblica nel luglio 2009 la storia doppia La grande sete (n. 585) per i disegni di Fabio Civitelli, e poi Sei divise nella polvere (n. 609), altra storia doppia questa volta per i disegni di Giovanni Ticci del luglio 2011. Sempre nel 2011 arriva la consacrazione definitiva: il texone, lo Speciale Tex numero 25, Verso l’Oregon, per i disegni di Carlos Gomez. Dallo scorso novembre può vantare nel suo palmares anche una storia pubblicata sulla testata più recente legata al mondo del ranger più famoso del fumetto italiano, il Color Tex, il numero 4 del novembre 2013 per la precisione: sua, infatti, L’ultimo sulla lista, per i disegni di Stefano Biglia e per i colori di Oscar Celestini. Quanto realizzato per le testate ideate da altri autori già farebbe di Manfredi un grande del fumetto italiano, ma il vulcanico Gianfranco ha dato il meglio di sé nelle serie concepite da lui stesso concepite, e sono tre: Magico Vento, Volto Nascosto e Shanghai Devil.


Fort Ghost, Magico Vento n. 1
Dal luglio 1997 al novembre 2010 esce – fino al numero 100 come mensile e poi come bimestrale – Magico Vento, per chi scrive, una delle più belle serie di tutti i tempi. La vita e le imprese di Ned Ellis, un bianco adottato dai Sioux che diventa il loro sciamano per via dei suoi poteri da veggente, hanno arricchito le esistenze di tantissimi lettori che ancora rimpiangono la chiusura della serie.
Nel 2007, durante la pubblicazione di Magico Vento, viene dato alle stampe Volto Nascosto, una splendida miniserie di quattordici numeri che vede come protagonista Ugo Pastore, un giovane rappresentante di commercio che vive emozionanti avventure tra Roma e l’Africa. Nel 2010 Ugo ritorna protagonista di un’altra riuscitissima miniserie di diciotto numeri, Shanghai Devil, questa volta ambientata in Cina, durante la rivolta dei boxer. E oggi, nel 2014, si ritrova a vivere l’emozione della pubblicazione di questa nuova serie che ha per protagonista l’irresistibile Adam Wild.

Alessandro Nespolino
Prima di chiudere è doveroso soffermarci anche sul disegnatore di questo numero. Alessandro Nespolino, napoletano classe ‘71, oltre a essere il disegnatore dell’albo d’esordio è anche colui il quale ha curato la caratterizzazione fisica di Adam Wild, di tutti gli altri protagonisti e del mondo nel quale li vedremo muoversi. Un lavoro lungo e certosino di cui ci ha parlato in dettaglio nel suo splendido scritto Quattro chiacchiere su Adam Wild, che trovate qui. Dopo aver frequentato la Scuola Internazionale di Comics a Roma, nel 1994 pubblica uno speciale di Lazarus Ledd di Ade Capone per la Star Comics, nel 2000 entra a far parte dello staff del già citato Nick Raider di Claudio Nizzi, nel 2005 lavora alla miniserie Brad Barron di Tito Faraci, mentre è dal 2007 che inizia a collaborare con Manfredi per Volto Nascosto. Seguiranno poi un numero di Magico Vento (il 125), l’assegnazione del prestigiosissimo premio ANAFI come migliore disegnatore di Fumetti italiani e tre numeri della miniserie Shanghai Devil che consolidano i suoi rapporti con Manfredi che lo porteranno a essere il disegnatore principe della sua nuova serie, Adam Wild appunto.
Il nocchiero Abasi, "novello Caronte" 

RolandoVeloci

La cover, opera di Darko Perovic
ADAM WILD: “Gli schiavi di Zanzibar” 
NUMERO: 1
DATA: Ottobre 2014 
SERGIO BONELLI EDITORE 

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Gianfranco Manfredi
DISEGNI E CHINE: Alessandro Nespolino
COPERTINA: Darko Perovic




Il fidato Makibu

Cantante provetto!

Adam, "Wild" di nome e di fatto!

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