giovedì 14 agosto 2014

Speciale Dragonero #1

Per chi il fantasy lo sogna a colori!









Tanti spunti, tanti pregi e tanto colore in questo primo Speciale Dragonero, pubblicato il 31 luglio, con il quale Ian Aranill si va ad aggiungere ai personaggi Bonelli che possono fregiarsi di un volume periodico (annuale o semestrale) interamente a colori. Si scardina così ancor di più quella che ormai non è più una caratteristica "onnipresente" delle serie  Bonelli: il bianco e nero.


Del resto, il colore calza a pennello nel rappresentare uno scenario pieno di sfumature, di mondi da esplorare, di avventure e di bizzarre creature come quello caratteristico delle pubblicazioni fantasy (e Dragonero vi rientra a pieno titolo). Per chi non avesse dimestichezza con Dragonero, Ian Aranill è un Varliedarto, appartenente all’antica casata dei “Cacciatori di Draghi”. Fa lo scout nelle selvagge terre dell'Erondàr e vive a Solian in compagnia dell'orco Gmor e dell'elfa Sera

L'avventura di questo speciale inizia nella nebbia (che improvvisamente si dirada dopo 4 pagg, magie del technicolor!), durante una partita al gioco della palla cui partecipano i nostri Ian e Gmor. I due, dopo aver perso, si trovano a pagare da bere in una locanda e a raccontare la loro prima missione, facendo luce su particolari sinora inediti. Ritroveremo un Dragonero 6 anni più giovane, appena espulso dal corpo degli Incursori Imperiali, e un orco Gmor dedito alla vita monastica. Come i due si ritrovino ad affrontare un antico demone e un grimorio maledetto, questo lo lasciamo scoprire a chi ha intenzione di leggere l'albo, in cui si scopriranno anche i motivi del sodalizio tra Ian e Gmor ("Conosci la regola... Nessuno scout può viaggiare da solo... Devi trovarti un compagno di ventura.").





A noi audaci interessa intanto qualche altro tipo di considerazione. Partiamo dagli autori. Luca "Gea" Enoch e Stefano "Hammer" Vietti non dovrebbero davvero avere bisogno di presentazioni per gli amanti del fumetto (italiano e non).
Il primo, Enoch, ha sinora mostrato una predilezione verso storie dalle protagoniste femminili e un fantasy connotato da opportune commistioni con elementi reali, da Sprayliz (l'unica sua serie ambientata nel nostro mondo, sperimentale e trasgressiva) a Gea (un grandissimo semestrale per la Bonelli), da Morgana (per il mercato francese) a Lilith (da noi recentemente recensita). 
Il secondo invece, Vietti, è forte del suo background fantascientifico di tutto rispetto: dopo l'esordio su Full Moon Project, approda alla Star Comics (insieme allo splendido gruppo "dei bresciani" formato con Giancarlo Olivares, Majo e Gigi Simeoni) per realizzare prima alcuni albi del buon Lazarus Ledd di Ade Capone, poi la miniserie sci-fi/cyberpunk Hammer (di recente oggetto di ristampa per Mondadori Comics). Una volta giunto alla Bonelli, si prodiga in varie serie tra cui Martin Mystère, Zona X e Legs Weaver, ma soprattutto è giusto sottolineare il suo contributo nelle varie saghe di Nathan Never, personaggio del quale è stato uno degli scrittori più prolifici e rappresentativi sino al momento in cui è stato costretto all' "abbandono" per dedicarsi, appunto, a Dragonero.





Insieme, Enoch e Vietti sono riusciti in poco più di un anno (attualmente in edicola il n.15, di Enoch e Olivares, che promette nuovi sviluppi per la saga) a costruire un universo intrigante ed omogeneo, e questo numero Speciale non è da meno. Intanto, dal punto di vista narrativo, sono molto interessanti gli accenni, i rimandi, gli occhiolini strizzati alla continuity della serie: se avranno la bontà di non ingarbugliare troppo il tutto, Enoch e Vietti sono riusciti a creare quel giusto equilibrio tra innovazione e classicità delle storie, oltre a non eccedere mai né nel tenersi troppo per sé i vari segreti che disseminano, né nello svelarli in maniera spudorata. 
Un doveroso cenno devo farlo a un'idea che il sottoscritto cova da tempo: il paragone la coppia Ian/Gmor e Nathan Never/Branko: come rapporti, amicizia, situazioni e scambi di battute entrambe queste coppie di personaggi sembrano giocare con i ruoli dell'eroe "tutto d'un pezzo" dal passato triste (Ian come Nathan) e il suo compagno d'avventure membro di una razza emarginata e bistrattata (Gmor e gli orchi come Branko e i mutati).  Ovviamente questa constatazione viene vista dal sottoscritto come fattore positivo legato al modo (probabilmente soprattutto da parte di Vietti, che si è occupato di entrambe le accoppiate di personaggi) di sviluppare situazioni simili portandole in scenari differenti (il modo in cui vengono portate avanti ovviamente differisce). Paragone azzardato? Staremo a vedere!  



Sul fronte dei disegni merita poi un plauso per la copertina il grande Mario Alberti, autore che, dopo Nathan Never, ha lavorato molto in Francia e negli States. La sua illustrazione attrae e invoglia all'acquisto, perentoriamente ti comunica che la storia è importante e va letta (insomma, a modesto parere del sottoscritto proprio ciò che ogni illustrazione di copertina dovrebbe fare). 
Non da meno sono i bravi Cristiano Cucina e Manolo Morrone, entrambi al loro debutto sulla serie. Se di Morrone avevamo sentito parlare soprattutto per una sua comparsata su un numero di John Doe, Cucina è stato tra gli autori di GARRETT. Ucciderò ancora Billy the Kid ma anche di alcune serie americane come Hellblazer. Entrambi si sono messi al servizio della storia disegnandone ognuno una linea temporale in maniera egregia, fornendo la giusta dose di azione e pathos, coadiuvati ai colori dal Gotem Studio capitanato da Paolo Francescutto.

 

Insomma, questo Speciale dimostra, se ce ne fosse bisogno, quanto di buono c'è in Dragonero e nelle produzioni Bonelli recenti in generale. Questa serie, che aspettavamo già dal 2012, si dimostra una promessa mantenuta che ci auguriamo non si infranga né ora né nel futuro remoto!


Giuseppe "Giuppo" Lamola







Speciale Dragonero #1: La prima missione 
NUMERO: 1
DATA: Agosto 2014
SERGIO BONELLI EDITORE

COPERTINA: Mario Alberti
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Enoch e Stefano Vietti
DISEGNI E CHINE: Cristiano Cucina e Manolo Morrone

COLORI: Studio Gotem 
(Luca Malisan, Dimitri Fogolin e Paolo Francescutto)

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