martedì 19 agosto 2014

Il principe di Persia

“Le storie” di Barbato e Mari



Dimenticate le atmosfere medievali del videogioco per Nintendo a cui avete giocato negli anni novanta, e anche tutta la serie di giochi e film a seguire: l’ultimo numero de Le Storie, Il principe di Persia, ci trasporta nella Londra dell’Ottocento, nell’epoca Vittoriana che già ha permesso la nascita di miti come Jack lo Squartatore, Jeckil & Hide e Dorian Gray (come anticipato dal puntuale Gianmaria Contro nell’introduzione all’albo). Dobbiamo quindi ringraziare la coppia d’autori formata da Paola Barbato e Nicola Mari per aver impedito alla serie di diventare "Le Storie...di guerra" (dato che i due numeri precedenti, come il prossimo in uscita a settembre, hanno come sfondo proprio lo scenario bellico).

Tornando al Principe di Persia, tale lignaggio principesco in realtà fa parte unicamente della fantasia del protagonista (ve lo diciamo sin d’ora, e non anticipiamo altro!), novello Gobbo di Notre Dame cui la vita ha regalato un aspetto deforme e un destino infelice. Impossibile non provare empatia per lui. Impossibile per il lettore come per l’ispettore capo Edmund Felder, da un po’ di tempo fuori dalla circolazione per via di un incidente, ma che tornerà ad indagare grazie a una segnalazione del “vice” Heatherwic. Così Felder, entrato in possesso insieme alla moglie del diario del povero Principe (che scopre chiamarsi Tommy), ne ripercorre la storia, interrogando chi l’ha conosciuto, in un’indagine oscura e pervasa di segreti.

La malattia, l'accettazione del diverso, l’empatia, la difficoltà nel comunicare i propri sentimenti, il rapporto con l’aspetto fisico, i sogni. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla Barbato nelle 110 tavole dell’albo. Temi ostici, difficili da trovare in un fumetto da edicola, velati da una tristezza che pare contrapporsi visibilmente con la leggerezza delle letture che molti fumettofili cercherebbero sotto l’ombrellone (un plauso alla Bonelli per il coraggio nel pubblicarlo a ridosso di Ferragosto!).



A rendere tangibili le idee della Barbato, un disegnatore da sempre amato dagli Audaci, che in ogni sua opera dimostra un talento che ha pochi eguali tra i suoi colleghi: Nicola Mari. Da Nathan Never a Dylan Dog, la personalità di Mari lo ha reso davvero un autore di punta: di recente la Bao ha ristampato in edizione pregiata e cartonata Il sorriso dell’oscura signora, albo n.161 di Dylan Dog scritto da Tiziano Sclavi su soggetto di Mauro Marcheselli (quasi completamente ridisegnato, per vari motivi, prima della pubblicazione nel 2000 e solo ora ristampato con i disegni originali mai visti). Allo stesso Mari sarà affidato l’arduo compito di disegnare il numero di Dylan Dog di settembre che darà il via al vero rilancio del personaggio. 
E Mari non si smentisce nemmeno in quest’albo de Le Storie. La sua ottima prova emerge sia nelle tavole ambientate nel presente di Felder, sia nelle tavole a mezzatinta che narrano il passato di Tommy. Le vignette prevalentemente chiare dell'inizio della storia si vanno man mano scurendo con l'addentrarsi nei meandri tetri della vicenda esistenziale di Tommy, fino ad arrivare ad un nero deciso e quasi soffocante, gotico e calzante. Applauso!

Giuseppe "Giuppo" Lamola


Studi preparatori di Nicola Mari




“Il principe di Persia”
SERIE: Le storie
NUMERO: 23
DATA: Agosto 2014
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Paola Barbato
DISEGNI E CHINE: Nicola Mari
COPERTINA: Aldo Di Gennaro


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