martedì 11 marzo 2014

Reportage da Mantova 2014 - parte 1


Un Audace a Mantova Comics & Games

Appena finita un’esperienza come questa, un AUDACE che si rispetti si mette immediatamente a scrivere il resoconto per condividere con il resto del mondo emozioni, sensazioni, impressioni, novità, idiozie e oscenità dal magico mondo delle nuvole parlanti. Il prode Rolando Veloci – il quale, per motivi lavorativi apparentemente seri, si trova a vivere lì dove i treni che viaggiano sono quelli di Trenord e non quelli di Trenitalia (mah!), – ha avuto la rara possibilità di recarsi in quel di Mantova nei giorni di sabato 8 e domenica 9 marzo e quello che segue è il suo bislacco reportage.

Buona lettura!



Cari amici, che siate Audaci oppure no, eccovi le mie poche e confuse parole relative alla mia missione a Mantova Comics & Games 2014!

Mantova – splendida città dominata a lungo dai Gonzaga e resa famosa nel mondo dall’opera ineguagliabile del Mantegna – è ormai un punto di riferimento per chi ami il fumetto. Questa edizione in particolare è stata tra le più ricche e prestigiose di sempre, con ospiti dai curricula altisonanti e assai lunghi e tanto – TANTO – cosplayerraggio selvaggio che ha fatto la felicità di grandi (sbavàz! Ammicco ammicco!) e piccini! Se la parte Games di Mantova a noi Audaci ha interessato poco, è giusto – per dovere di cronaca – scrivere che chi invece si è recato lì per giocare a Yu-Gi-Oh!, a Pokemon X&Y, a Magic the Gathering e a pettinare la sua Barbie Magia delle feste è stato felicissimo (bontà sua!) di ignorare il passaggio continuo di un tizio vestito come Roberto Recchioni e di un altro camuffatosi da Michele Medda!!


Ironia a parte, i giorni di sabato e domenica sono stati un delirio meraviglioso e assurdo che mi ha fatto riprovare le stesse emozioni vissute a Lucca 2013 in compagnia del Sommo Giuppo (quanti autori Bonelli avranno gli incubi per questo nome, a causa di tutte le tavole e i fumetti a lui dedicati?! Lo scopriremo nella prossima puntata!) e delle quali, a suo tempo, vi abbiamo dato conto…

La mia avventura inizia verso le 11,00 di sabato 8 marzo quando, in fila per comprare il biglietto come tutti i comuni mortali (nonostante sia un membro dei mitici Audaci!), mi passa accanto uno lungo lungo e magro quasi quanto il sottoscritto che assomiglia a Roberto Recchioni (per chi non lo conoscesse: pazienza!), il quale gentilmente si mette a parlare con il mitico Rolando Veloci degli Audaci e gli fa i complimenti per il blog e per le recensioni, gli autografa pure le mutande di John Doe (quelle che il nostro eroe si calava sempre con grande facilità ai bei tempi!) e se ne va salutando cortesemente. 


E non sono neanche entrato!

La fila è sempre lunga e lenta e inizio a chiedermi se entrerò mai, anche perché l’amico Giancarlo Olivares (per chi non lo conoscesse: peggio per lui!) sta per andare via, e quindi occorre darsi una mossa. Ma il vostro Rolando – Audace tra gli Audaci – si accorge della nerdaggine che lo circonda e capisce il motivo di tanta imbarazzante lentezza: delle due casse, solo una è aperta al pubblico mentre l’altra è riservata agli accrediti stampa. Così, mi affaccio da quelli che, invece di dare biglietti e prendersi 9 sacchi, stanno mangiando i loro crèchernonsalatiinsuperficie e chiedo se posso acquistare anche lì il biglietto. Loro mi dicono che, sì, certamente, posso ben farlo e che stanno lì proprio per quello, ci mancherebbe! Allora prendo il biglietto (e anche quello per il giorno dopo così evito di rivedere questi perversi malfattori!), pago, li invito “calorosamente” ad avvertire i poveri nerd che stanno ancora invecchiando nell’UNICA fila che possono andare anche da loro a comprare i biglietti, li saluto ed entro.

Ora sono dentro.

Era meglio stare fuori.

 
Non avete idea della quantità di parrucche colorate e fosforescenti, Game Boy enormi di cartone su due gambe, di spade laser fatte con le mazze delle scope, di parigine (e non mi riferisco alla abitanti della capitale francese!), di autoreggenti, di miniminiminiminigonne ascellari, di cosce nude, di tipi strani con occhiali da sole («per avere più carisma e sintomatico mistero», come diceva il buon Franco!), di Tony Stark, di Margot, di Sailor Mars e Sailor Venus che la mia mente ha dovuto processare in pochi secondi. Ho avuto paura. Non sono a Lucca, sono a Mantova. Non sono all’aperto, sono al chiuso (al Palabam). Non posso scappare in una tranquilla viuzza del centro, sono costretto a convivere per tutto questo. Capisco che loro sono troppi e che io peso solo 50 kg e non posso farcela contro tutta quella carne nuda. Mi arrendo. Cerco di tranquillizzarmi. Inizio a capire che è meglio sbirciare il poco bello che c’è piuttosto che scandalizzarsi per il tanto brutto che invade la mia vista. E allora via dietro Sailor Venus. Seguendo la biondissima valchiria manga (che poi si rivelerà un ragazzo carino, pelato, depilato con parruccone e tacchi alti!) mi trovo proprio dove dovrei essere e cioè presso lo stand della mitica e gloriosa Sergio Bonelli Editore. ORA SONO ARRIVATO.

Mi accorgo che c’è ancora il buon Giancarlo Olivares – artista e uomo capace di gentilezza e finezza davvero uniche - : gli faccio i complimenti, acchiappo la sua splendida tavola di Dragonero, gli faccio firmare i suoi primi Nathan Never e i suoi Legs, un Caravan e sono già in fila per il disegnatore successivo: la mitica Elena Pianta (per chi non la conoscesse: shame on you)!


La tavola di Elena Pianta per Mantova 2014

Verso le 12,15 arrivo a salutare e conoscere la splendida e sorridente Elena (ci vorrebbero più donne così nel mondo del fumetto!): acchiappo anche la sua tavola, le faccio firmare i suoi primi Legs (emozione reciproca!), raccolgo il suo sangue in un calice (potrebbe sempre tornare utile, non si sa mai!) e mi ritrovo con un po’ di tempo da occupare.

E allora si gira per il Palabam, ma sì (come si dice a Novara)!

Uscito dallo splendido e rassicurante mondo Bonelli, mi ritrovo tristemente catapultato nella lavatrice nerdona e cosplayristica la quale se da un lato continua a inquietarmi, dall’altro – tra una scollatura e una calza a rete – inizia a intrigarmi. Così – seguendo una bella signorina vestita (si fa per dire!) da vampira – mi ritrovo dalle parti dello spogliatoio cosplay e lì ho visto cose che voi Audaci non potete neanche lontanamente immaginare ma che ritengo sia meglio tacere (la signora Veloci non frequenta il blog ma un giorno potrebbe sempre farlo e allora è meglio evitare! Capisci a me!). Così, dopo essermi rifatto gli occhi – solo quelli, eh! – mi ritrovo in una zona che contiene l’area signing, il palco foyer e l’artist alley: DOVEEEEEEEEEEEE!?!?!?!?!?!??! Sì, lo so! C’è tanta voglia di emancipazione linguistica a Mantova, ma è così: lo spazio dedicato alle firme è l’area signing ed è lì che...Chi trovo?! Ma lui! Il papà di Sprayliz, Gea, Lilith e Dragonero!

Non ho ancora finito di asciugarmi gli occhi (ho pianto di gioia) che...



[Fine prima parte]

RolandoVeloci 


La tavola di Olivares realizzata per Mantova 2014

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