sabato 14 dicembre 2013

Reportage da Lucca 2013 - parte 5

«OH! MA QUELLO È ANGELO STANOOOOOOO!!!!!!». Quando gli Audaci molestarono il copertinista di Dylan Dog!



Eravamo a Lucca. Eravamo Audaci. Eravamo in fila. Sempre.
Eravamo io (Rolando) e il Sommo Giuppo: l’anziano, il saggio, l’affidabile (sì sì, come no!). 


Eravamo in fila dal povero ma grandissimo Claudio Villa per farci autografare di tutto:
cappello in eco–cuoio di Aquila della Notte con tre fori di proiettili (che quando il nonno faceva la raccolta storica a colori di Tex, trovando ogni settimana un nuovo numero in edicola, esclamava: «Ma a questo mai lo ammazzano! Sempre al cappello sparano! Mah!»), bandana in tela di juta rigorosamente rosso–Valentino di Piccolo Falco, cinturone di ispida pelle di bisonte dell’Arizona di Capelli d’Argento e borsello in canapa per le erbe mediche che Tiger Jack detto "Segugio" tira fuori ogni 46 pagine di ogni albo*!


*Dati AUDACIstat (pregasi di rileggere il tutto con voce e tono alla Fantozzi!)

Claudio Villa!
Immaginatevi la nerdaggine del momento: dopo un’ora buona di fila per entrare nello stand Bonelli e aver parlato meravigliosamente con due famiglie con prole texiana a carico (davvero belle persone che crescono bene i propri figli!), siamo stati ammessi alla presenza del copertinista principe della Bonelli, Claudio Villa. Uomo dalle simpatia e disponibilità estreme, il buon Claudio ci ha tolto tutti gli sfizi e i capricci, sia audaci sia perversi, che gli abbiamo proposto rendendo felici proprio tutti, grandi (Giuppo) e piccini (Rolando).

Neanche il tempo di finire di fotografare la storica ed epica stretta di mano tra Villa e il Sommo (un giorno qualcuno pagherà per avere quella foto! Risata malefica!) che sento una voce vagamente e fastidiosamente familiare urlare dietro di me: «OH! MA QUELLO È ANGELO STANOOOOO!!!»

Momento di sospensione. Mi giro. Era lui. Era davvero lui.

Angelo Stano stava a due metri da me, solo che io gli avevo dato le spalle e non l’avevo visto. Neanche il tempo di rendermi conto della fortuna che stavo avendo che risento quella voce: «Sine sine! Vedi che quello è proprio Stano!»

Ecco la conferma. La voce era quella del Tenente Grullino Biscottacci, il super fallace, che cercava di convincere l'Artificiere Tirami Gigi di trovarsi davanti al mitico disegnatore di Dylan Dog. Resta un mistero irrisolto (e da indagare) come diavolo facesse Grullino a sapere non solo che quell’uomo fosse Angelo Stano ma soprattutto che Angelo Stano – entità fumettisticamente definita – esistesse! Mistero fallaudace!

Sta di fatto che a quel punto il Sommo impazzì. Completamente. Ancora stringeva la mano del povero Villa, la quale stava iniziando a cambiare colore per la stretta vigorosa e audace del Sommo, che si rese conto di quello che stava succedendo: Villa e Stano a pochi centimetri da lui. Contemporaneamente. Per molti sarebbe stato un momento di gioia. Per il Sommo Giuppo è stato un momento di panico. Non sapeva minimamente a quale arto e soprattutto di quale disegnatore attaccarsi (per non lasciarlo più, ovviamente!).

Erano presenti, davanti a lui, i suoi idoli: il passato e il presente di Dylan Dog, non so se mi spiego! Lui ci è cresciuto con Villa e Stano. Del primo ha tutti i dischi in vinile, del secondo tutti i Dylan Dog originali!

A un certo punto dovette scegliere. E scelse.

Troncò di netto la mano destra, peraltro già macilenta di Villa – il quale aveva intanto continuato a firmare e a disegnare con la sinistra, per altro benissimo come sempre – e la conservò insieme agli acquisti e alle tavole della giornata. E si piombò verso di noi, per andare a "conoscere biblicamente" Stano.

È stata una frazione di secondi. Istanti. Stano era sparito. Si era volatilizzato tra la folla nerdona. Allora il Sommo decise di mettere in funzione il trova–fumettisti di sua ideazione e in un attimo fummo sulle tracce del disegnatore di origini pugliesi. Se foste stati presenti avreste visto un omone alto quasi un metro e novanta scaraventare per aria di tutto: uomini, tavoli, donne, sedie, vecchi, Catwomen, bambini, Sailor Jupiter… Bilancio: 24 dispersi, 36 contusi, 15 traumatizzati e persino 4 orgasmi! E noi (Rolando, Grullino e Tirami) dietro. A debita distanza. Sornioni. Indifferenti (che c’era la sechiuriti, oh!).

Non sapremo mai come, ma il Sommo riuscì a individuare lo stand nel quale era andato a rifugiarsi il povero Stano, il quale forse aveva presagito la pericolosità dei soggetti che lo stavano avvicinando nei pressi del tavolo di Villa. Lo raggiungemmo. Lo fermammo. Iniziammo a parlare. Fu, incredibile ma vero, amore a prima vista. Forse lo avremo commosso parlando del pane caldo e delle focacce altre tre dita che escono a ogni ora dagli atavici forni pugliesi, forse gli avremo ricordato la sua infanzia a Santeramo (città vicinissima a quella nella quale hanno sfogliato i loro primi fumetti gli Audaci!), forse ha avuto semplicemente paura della mole del Sommo (questo non è dato saperlo!), ma la verità è che siamo stati a parlare con lui amabilmente. Davvero. E a lungo.
 

Pensate che mentre io tessevo le lodi della sua copertina del primo Dylan Dog gigante (quello con l’immortale Totentanz) Giuppo era su un razzo (tipo quello usato nell'avventura con Brindisi) diretto allo stand dell’usato a fare incetta di fumetti da fargli firmare. E mentre il Sommo gli chiedeva delle prossime copertine e della svolta di Dylan, io ero a comprare gli originali di Storia di Nessuno e di Morgana! Insomma, è stato un altro memorabile incontro Audace, un’altra meravigliosa esperienza. E di questo bisogna ringraziare tante persone, soprattutto l’omone di cui sopra. Ah, e Angelo Stano!

Gli Audaci continuano a scrivere la loro storia.



Rolandoveloci

Disegno ironico del buon Grullino Biscottacci riguardo la reazione di Rolando all'ignoranza fumettistica dilagante! 


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