martedì 8 ottobre 2013

DYLAN DOG #325

Ambrosini, Recchioni e la nuova vita di Dylan

Eccoci arrivati, finalmente – possiamo dirlo?! – all’inizio della nuova gestione a firma Recchioni. Fiumi di inchiostro virtuale sono stati versati per quello che rappresenta – insieme al lancio della prima serie Bonelli interamente a colori, Orfani – l’evento fumettistico più importante della storia recente della casa editrice di via Buonarroti.
Fin dalla copertina – questa, sì, davvero splendida! – di Angelo Stano (qui tutte le fasi di lavorazione), si possono apprezzare i segni del cambiamento; aprendo l’albo, poi, ci si imbatte in un ritrovato Dylan Dog Horror Club in cui Recchioni presenta il nuovo corso e ricorda a tutti che le vere sorprese inizieranno tra un anno esatto e che il materiale nel mezzo era già in gestazione prima della sua investitura a curatore della serie.
È evidente che, come tutte le rivoluzioni, il necessario cambiamento di direzione per Dylan deve e dovrà passare da una opportuna gestione del parco autori, dato il numero di ottimi scrittori e disegnatori in forza alla casa editrice. E valorizzare ciò che c’è già è il primo passo verso la ricerca di un nuovo e rinvigorito feeling con i lettori della serie.

L’autore completo di Una nuova vita (titolo eloquente, no?!) calza a pennello, essendo uno dei maestri assoluti del fumetto italiano, Carlo Ambrosini

Ma com’è questa sua storia?! Dato che l’albo è uscito da qualche giorno, e magari molti non lo hanno ancora comprato o letto, in questa recensione non sveleremo nulla, tranquilli (giusto l’indispensabile!)… 

Ambrosini è stato sempre affascinato dall’introspezione, dal doppio, dalla possibilità di cambiare ciò che non può essere cambiato, dalla presenza del male (o meglio del diavolo): il suo Dylan non è mai stato e continua a non essere un attento detective che cerca e studia le prove e gli indizi che trova (come – ahinoi – ha cercato invano di fare qualcun altro…). Dylan Dog non è un giallo: il suo protagonista è un uomo speciale al quale capita di trovarsi casualmente travolto da eventi fuori dalla sua portata, ai quali neanche lui riesce a credere, che non prova neanche a comprendere semplicemente perché sa che non è possibile farlo. Ecco, in questa storia si parla di due vite differenti che in realtà sono una, unita e separata allo stesso tempo; si a parla di eventi della prima guerra mondiale e di eventi del 2012; si parla del Maligno (del quale l’uomo avverte, oggi come ieri, ancora il bisogno…); si parla di solitudine, disperazione, amore e morte… Di destini che si intrecciano e si dividono nuovamente, di passato, presente e futuro. Che altro potreste desiderare? 
Poi, fondamentale la presenza di una signora Trelkovski meno efficace che in passato: una lacrima!
Ai disegni inoltre Ambrosini conferma il suo stile che in tanti hanno amato all’inverosimile e che ad ogni fan dylaniato non può non ricordare Il lungo addio per le emozioni che ci ha regalato. Tratteggiato, sognante, evocativo.



Arrivati a questo punto, se non siamo riusciti a farvi precipitare in edicola a comprare l’albo solo parlandovi in breve della storia, ci proviamo anche ricordando l’altissimo valore del suo autore.

Carlo Ambrosini esordisce su Dylan Dog come disegnatore nel dicembre 1987 con Canale 666, n. 15, per i testi del mai troppo rimpianto Sclavi (Tiziano fatti sentire ogni tanto…); pochi mesi dopo, nell’agosto 1988, esce un altro loro splendido albo, L’isola misteriosa, n. 23; giusto un anno dopo possiamo apprezzare i disegni di Ambrosini per l’albo n. 36, La scogliera degli spettri, scritto dalla banda dei sardi Medda, Serra e Vigna (altro gioiello); è del luglio 1990 un altro super classico a firma Sclavi – Ambrosini, il n. 46, Inferni (anche qui ogni commento sarebbe superfluo); nei due anni successivi Ambrosini disegna due albi immortali, usciti nel novembre (proprio a rendere memorabili quei giorni umidi e solenni) del 1991 e del 1992: stiamo parlando del sanguinolento I Vampiri, n. 62 (su testi di Scalvi) e di quello che - forse a ragione – viene considerato l’albo più bello di sempre, Il lungo addio (sul soggetto di Mauro Marcheselli – anche tu, Mauro, fatti sentire ogni tanto! – e sulla sceneggiatura di Sclavi).


Sono del gennaio 1994 le storie edite sul terzo Dylan Dog Gigante: Angoscia sui testi di Sclavi e Margherite nella quale possiamo apprezzare, oltre ai disegni, anche il suo primo soggetto, sceneggiato dall’esperto Sclavi; ma è nell’ottobre 1994 che il nostro fa il suo esordio come autore completo sulla serie regolare con lo spettacolare e inquietante n. 97, Dietro il Sipario; sempre come autore completo, nel settembre 1995, Ambrosini ci regala un’altra perla senza tempo, il n. 108, Il guardiano della Memoria (ultima sua prova sulla serie regolare); poi una lunga assenza sulle pagine dedicate all’Indagatore dell’Incubo (giustificate dall’ideazione e dalla produzione della magnifica e introspettiva serie noir di 52 numeri Napoleone e dall’altrettanto affascinante miniserie di 14 numeri Jan Dix: per chi si è perso queste meraviglie fumettistiche un solo consiglio… procuratevele!); arriviamo così alla sua ultima prova come autore completo datata novembre 2011, con la storia Effetti collaterali pubblicata sul ventesimo Dylan Dog Gigante.

Ma Ambrosini non è solo Napoleone, Jan Dix o Dylan Dog: i più affezionati lo ricordano anche per le sue incantevoli prove sulla serie di Berardi & Milazzo, Ken Parker (come l'episodio La donna di Cochito), senza dimenticare i suoi disegni per il diciannovesimo Texone sceneggiato da Nizzi; i lettori più recenti, forse avranno a mente la sua intensa interpretazione di No Smoking (sui testi di Ruju), volume n. 4 della nuova collana Bonelli, Le Storie.


Infine, tornando a Una nuova vita, facciamo i nostri complimenti ad Ambrosini per quest’altra ottima prova e gli auguri a Recchioni per il lavoro che ha da affrontare in futuro (insieme a Busatta e gli altri che collaboreranno in questo percorso). L’inizio è promettente, il resto non vediamo l’ora di scoprirlo.



Rolandoveloci

La geniale interpretazione di Leo Ortolani della copertina (già iconica) di Stano, in cui Una nuova vita si trasfigura ne La solita vita Rat-Maniana!



DYLAN DOG #325 “Una Nuova Vita”

DATA: Settembre 2013

SERGIO BONELLI EDITORE

COPERTINA: Angelo Stano
SOGGETTO, SCENEGGIATURA, DISEGNI E CHINE: Carlo Ambrosini

 

Nessun commento:

Posta un commento