lunedì 17 giugno 2013

AMORE NERO

“Le Storie” di Simeoni, tra l’oscuro e l’Aldilà 




Il fatto che uno dei disegnatori più eclettici e capaci del panorama fumettistico nostrano fosse anche un egregio scrittore, è stata una rivelazione di quelle importanti.
Gigi “Sime” Simeoni di certo non era passato inosservato già negli anni ’90, quando vinse il premio Fumo di China come Miglior Autore Realistico per il suo lavoro sulla serie fantascientifica “Hammer” (cui lavorarono tanti altri ottimi autori, tra l’altro, ma questo è un altro discorso). Passato in seguito alla Bonelli, lavorò egregiamente come disegnatore per Nathan Never. Ma fu il suo lavoro per un altro personaggio, sempre in contesto fantascientifico, a far emergere appieno il suo talento e a rivelarne le doti impagabili di tessitore di trame. Stiamo parlando di quel fortuito, fortunato, inosservato e sottovalutato volume che fu il primo (ed unico) Maxi dedicato a Gregory Hunter (personaggio Bonelli creato da Antonio Serra che ebbe poca fortuna). Quell’albo di 340 pagine interamente realizzate da Simeoni, condensava parte delle caratteristiche dell’autore che avremmo amato in seguito. Era il 2002, e ancora si stava aspettando però qualcosa che ponesse il giusto risalto sull’autore. Arrivò cinque anni dopo, con “Gli occhi e il buio”, secondo volume dei Romanzi a fumetti Bonelli, e pietra miliare del fumetto da edicola, apprezzato da pubblico e critica. Questo romanzo, ambientato nella Milano di inizio Novecento, contrapponeva un personaggio spietato come “il Fante di Cuori” a un commissario della Polizia Scientifica, Matteo De Vitalis, in un racconto diviso in tre capitoli, coinvolgente e documentatissimo.

da "Gli occhi e il buio"

Insomma, tutto questo preambolo ci serviva non solo per ricordare la biografia fumettistica di Simeoni (continuata poi tra l’altro con i disegni di un episodio di “Volto Nascosto”, con un altro Romanzo a fumetti, “Stria”, e altro ancora), ma per reintrodurre proprio quel commissario De Vitalis, che torna in questa ottava uscita de “Le storie”.


“Amore nero” è ambientato nel 1912 (circa 3 anni e mezzo dopo “Gli occhi e il buio”, di cui riprende appunto parecchi personaggi); la trama parte dalla morte del piccolo fratello della moglie di De Vitalis, ritrovato in una pozza di sangue con una rosa bianca (vedi anche cover dell’albo). Da qui partirà un’indagine che vedrà il commissario confrontarsi con le proprie convinzioni, avere a che fare con l’Aldilà e dover ritrovare il bandolo della complicata ed oscura matassa. Argomenti tutt’altro che semplici, ben trattati da Simeoni. Sul fronte dei disegni, grande prova dell’autore nel realizzare le espressioni dei protagonisti, che recitano brillantemente e “vivono” la storia. La grande cura nelle ambientazioni e nel documentarsi, poi, non guasta sottolinearla per evidenziare, ancora una volta, quanto avventurosa ed interessante possa essere l’ambientazione nostrana permeata di tracce di Storia, rispetto a luoghi forse più esotici ma su cui ormai sembra si sia raccontato tutto o quasi.


Unica pecca, cercando una per forza, potrebbe essere l’esiguità di pagine rispetto alla storia, che forse sarebbe stata sviscerata in maniera impeccabile con una trentina di pagine in più. Ma è solo una vaga impressione, che non inficia mai la lettura dell’albo.



Concluderei con l’osservazione che l’idea di presentare su serie diverse (i Romanzi a Fumetti prima e Le Storie ora) lo stesso personaggio e lo stesso universo narrativo, ponendo però al centro dell’attenzione la storia che si va a narrare, è quanto di più simile all’universo letterario si possa immaginare, a colmare ancor di più il (piccolo?) fossato tra fumetto e romanzo in prosa.
Giuseppe "Giuppo" Lamola





“Amore Nero”
SERIE: Le storie
NUMERO: 8
DATA: Maggio 2012
SERGIO BONELLI EDITORE

SOGGETTO, SCENEGGIATURA, DISEGNI E CHINE: Gigi Simeoni
COPERTINA: Aldo Di Gennaro

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