mercoledì 26 dicembre 2012

BATMAN: Natale

Il canto di Natale del cavaliere oscuro.



Notte del 24 dicembre. La famiglia riunita, gli amici, i regali da scartare.
L'atmosfera natalizia è magica, e anche in un anno nero come quello appena trascorso, ha la capacità di far dimenticare, per poco tempo, le cose che non vanno.
Notte del 24 dicembre. Gotham City.
Una città tanto scura quanto glaciale, silenziosa e spenta da una neve fitta, che ne soffoca ogni tipo di emozione. Eppure il Natale sta arrivando anche nelle case dei gothamiti, a portare gioia, serenità e forse qualche barlume di speranza.




C'è chi però considera il Natale, un giorno come un altro, anzi, una notte come un'altra.
C'è chi, nonostante il freddo e il silenzio, continua a sorvegliare la città e a cacciare.
Una nera figura vola da un tetto all'altro, alla ricerca di un pagliaccio pazzo e assassino. Non si concede tregue, perchè il male non lo fa; non concede speranze, perchè il male non lo fa; non ha fede, perchè il male non ne ha.





Batman è diventata, col tempo, una figura controversa e meravigliosa. 
Da quando l'azzurro del suo mantello, nei fumetti, è diventato nero (segnando metaforicamente il passaggio a storie e contenuti meno "camp"), tutto intorno a lui sembra essere stato divorato dall'ombra, il confine tra il bene e il male diventa sempre più labile, spesso inesistente, troppo difficile da tenere d'occhio. 
Un Batman cattivo coi cattivi, crudele, ostinato e disposto a tutto pur di difendere la causa di una giustizia che non c'è. 
La paura e il terrore sono suoi compagni inseparabili, e lo stesso succede a chi si trova sul suo cammino, intento magari a commettere atti crudeli.


Ma si sà, chi va con lo zoppo, spesso, impara a zoppicare, e forse (forse) Batman ha col tempo sdoganato quei limiti che lo tenevano dalla parte del bene in maniera indiscussa.
"La giustizia ha un prezzo" dice. 
Quindi usare come esca un padre disperato, disposto anche a mettersi al servizio del Joker per permettere al suo piccolo figlio malato di vivere un dignitoso Natale, appare una cosa giusta...è per la causa.
Di una cosa però è ormai consapevole: se Bruce dovesse continuare a vivere da rabbioso, vendicativo e perfido, col tempo, ne pagherà il prezzo.



Ecco quindi un Bruce Wayne che ricorda in maniera esasperata lo Scrooge del Canto di Natale di Dickens al quale lo strepitoso autore della storia, Lee Bermejo (qui nelle vesti di scrittore e disegnatore) rispettosamente e umilmente si ispira, costruendo tavole dallo stile elaborato, ricche di dettagli e con uno storytelling dal ritmo elevato. 
Le pieghe dei mantelli si riempiono di nero, tutto è buio, Gotham è candida ed innevata, ma lo spirito è più oscuro che mai. 
I colori superlativi di Barbara Ciardo non fanno che esaltare queste atmosfere. 
Un impatto visivo stravolgente.



E così come avviene nella leggenda natalizia, anche qui, il nostro "vecchio scorbutico" (vecchio non d'età, ma invecchiato da esperienze che hanno lasciato il segno) si ritrova, in una notte di Natale tropo strana e irrazionale, tra un attacco influenzale e una brutta tosse, a ricevere tre visite che di spiritico, però, hanno molto poco.
Ogni personaggio assume quindi un peso simbolico all'interno della storia e della vita del pipistrello, come Catwoman, legata da tempo al passato di Batman, cambiata nel tempo, da ladra a vigilante e poi ancora ladra, e che ha visto a sua volta cambiare Batman nel corso degli anni. 
E tornano alla mente i momenti in cui il peso della giustizia di Gotham era un fardello diviso con un partner e tutto sembrava un po' meno oscuro. Quando Robin  al suo fianco rappresentava la speranza per un futuro e costituiva quella componente "giocosa" nelle schermaglie tra pipistrello e gatta. 
Comincia da qui la redenzione del cavaliere oscuro.



Ma il passato non è altro che un espediente per riflettere sul presente, una quotidianità ed una misericordia che Batman sembra aver perso di vista e che l'amico/nemico Superman, apparso come una divinità calda e luminosa nel gelo gothamita, spera di fargli ritrovare con serenità. 
La speranza non deve mai essere smarrita, sembra ricordargli.



Il vecchio scorbutico è di nuovo solo. 
Erano tre le presenze che un messaggero (scoprite nell'albo chi è) gli aveva annunciato nel sogno/allucinazione. Aspettava la terza il vecchio, e d'un tratto sembra arrivare.
KA-BOOM.




Il vecchio è stanco, ferito, trascinato come una preda da un cacciatore che le ha teso una trappola. Pensa sia quel folle cacciatore sogghignante la sua terza presenza, il suo futuro. Già, come sarà il futuro una volta che lui sarà morto e sepolto? Cosa resterà del cavaliere oscuro? Cosa ricorderanno i posteri? 
Si sa, purtroppo si tende a ricordare solo il peggio, perciò se vivi una vita crudele, non farai che dare l'esempio in quella direzione.
Il futuro di Batman è Batman stesso, tutto quello che lascerà un domani nei cuori della gente dipende esclusivamente dalle sue azioni. 
Lui ora è consapevole del peso che queste hanno e deve trovare la forza di reagire.



Bisogna morire per tornare a vivere, questo Bruce lo ha imparato ed ora sa da che parte della linea stare.
Fosco









BATMAN NATALE
Testi e Disegni: Lee Bermejo
Colori: Barbara Ciardo
Traduzione: Leonardo Favia
Collana: Grandi Opere DC
Edizione: Lion

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