mercoledì 29 agosto 2012

HELLBOY

"Il richiamo alle tenebre" e "La caccia selvaggia"





Un intero volume scritto e disegnato da Mike Mignola rappresenta un piacere per gli occhi e uno stimolo perpetuo alle più gotiche fantasie di ognuno di noi. Tavole minimali e piene di ombre e piccoli segni si sposano con una prosa poetica e decadente, zeppa di profezie ed elementi fantastici.

Il fatto è che purtroppo Mignola disegna sempre più di rado (una delle sue ultime opere inedite da autore completo ad esser stata pubblicata in Italia è “Lo stupefacente Testa a vite e altri bizzarri oggetti” della Panini, contenente piccole preziose storie brevi), nonostante recenti news dagli States riportino un suo ritorno al tavolo da disegno per l’imminente miniserie in cui Hellboy viaggerà all’inferno. Ormai la sua fama di scrittore è consolidata, tanto da riuscire ad occuparsi dei testi di tutte le serie principali e collaterali (comprese “B.P.R.D.”, “Abe Sapien”, “Witchfinder” ecc.) legate al mondo di Hellboy (personaggio da lui creato nel 1994), lasciando però sempre più di frequente il lavoro di visualizzazione grafica ad altri collaboratori... 
Alla luce di ciò, è curioso ricordare come il primo volume di Hellboy (“Il risveglio del demone”) fosse già verosimilmente scritto e disegnato da Mignola, ma non essendo il suo nome abbastanza “di grido” all’epoca come sceneggiatore “degno d’esser letto”, venne affiancato nei credits al nome di John Byrne, ben più affidabile dal punto di vista commerciale. Avrà portato fortuna, poi, visto il successo duraturo delle serie a fumetti e dei due lungometraggi ispirati al personaggio (“Hellboy” del 2004 ed “Hellboy: The golden army” del 2008, entrambi diretti da Guillermo Del Toro).



In ogni modo, nelle due miniserie di cui parleremo a seguire (“Darkness calls” e “The wild hunt”, raccolte rispettivamente nell’ottavo e nono volume di Hellboy della Magic Press) l’oneroso compito di sostituirlo ai disegni è toccato al bravissimo Duncan Fegredo, scelto per il suo stile, pur simile in qualche misura a quello di Mignola, che però riesce a fornire al contempo una versione del personaggio e del contesto abbastanza personale. Il buon Mike si è occupato qui “solo” di scrivere soggetto e sceneggiatura, disegnare tutte le copertine e le immagini promozionali e fornire spunti per il character design (di cui abbiamo ampia documentazione nelle pagine finali, come spesso accade nei curatissimi volumi di Hellboy).
Vedete, ci sono due tipi di volumi di Hellboy. Quelli contenenti tante storie (spesso brevi) godibilissime ma praticamente slegate dalla continuità narrativa (riconoscerete tali volumi in quanto il loro titolo termina spesso con la dicitura “[…] e altre storie”), e quelli pienamente in continuità tra loro. Un po’ come fa Leo Ortolani con il suo Rat-Man (giusto per fare un esempio eclatante), a volte Mike Mignola si prende delle pause dalla “macrostoria” di Hellboy per raccontarci episodi slegati da essa. Solo apparentemente però, perché poi talvolta l'integerrimo Mike si ricorda di personaggi apparsi in una sola vignetta di una storia di due pagine e li sviluppa come se fossero gli elementi più importanti di sempre. 
Il volume 8 segna in ogni caso l’inizio di una nuova fase, non solo per i disegni di Fegredo ma anche e soprattutto per l’incessante sensazione che si stia andando verso un preciso climax. Tale sensazione si rende poi maggiormente evidente nel volume successivo… Peccato che, per leggere il volume finale di questa ipotetica trilogia, abbiamo dovuto aspettare il volume 12 uscito solo alcune settimane fa (i volumi 10 e 11 erano invece pieni delle storie brevi di cui sopra). 


Bene, dopo questi lesti preamboli, un po’ di trama. Hellboy, come forse saprete, è un indagatore dell’occulto votato alle forze del bene ma anche, al contempo, un essere dalle sembianze diaboliche con tanto di pelle rosso vivo, coda e zampe, un braccio destro di dimensioni enormi e le corna spezzate. Questa sua ambiguità, questo suo essere in bilico tra il bene e il male, hanno da sempre rappresentato un punto di notevole interesse nelle trame, soprattutto perché Mignola è riuscito a non banalizzarlo né renderlo troppo palese o ricorrente. L’ottavo volume inizia in un luogo imprecisato in Italia, dove antichi riti richiamano una regina delle streghe dall’oscurità; l’azione si sposta poi in Inghilterra, dove sono ambientate gran parte delle restanti pagine: ritroviamo Hellboy nella sperduta abitazione di un suo anziano amico, mentre una strega nemica di Hellboy (Baba Yaga, personaggio fiabesco mutuato dalle tradizioni folkloristiche russe) invia Koshchei l’immortale contro il nostro ‘Boy, ovviamente ottenendo risultati improbabili che non citiamo. Trama insomma alquanto semplice e lineare, ma piena di piccoli personaggi, grandi mostri, streghe, spade, eserciti, lupi, teschi e bambole, insomma di tutti quegli elementi che rendono densa un’avventura, che ti spingono a rileggerla. Poi, le profezie si fanno più oscure, le nubi si addensano e Fegredo inizia a prender confidenza col personaggio. E nell’agghiacciante epilogo ne sappiamo di più sull’anziano coinquilino con cui Hellboy chiacchierava all’inizio della storia. Agghiacciante. Anche perché da tempo il nostro si è allontanato dagli amici del B.P.R.D. (il Bureau for Paranormal Research and Defense) con cui collabora e…le voci su una sua morte si fanno sempre più insistenti!



Il nono volume inizia con una caccia ai giganti; nuovi amici si rivelano essere tutt’altro che amichevoli, cinghiali evocano regine di rosso vestite, Fegredo sale in cattedra coadiuvato dai possenti colori di Stewart, e un’amica irlandese si trova ad accompagnare il nostro eroe in uno strano viaggio verso un vetusto castello inglese. E un Hellboy che, da novello mito, da frutto di un’epica contemporanea, spazia tra le tradizioni dell’epos più disparate, fino a connettersi, nel momento cardine di questa storia, con quella maestosa mitologia che vede protagonista Re Artù. Per brandire una spada che non staremo qui a specificare. E per scontrarsi  infine con un essere dalle sembianze diaboliche con tanto di pelle rosso vivo, coda e zampe, un braccio destro di dimensioni enormi e...due corna intatte!  

Vi sembra niente? Vi sembra innaturale tanto entusiasmo verso storie che poi a raccontarle paiono così – quasi – banalotte? Forse è vero. La magia dal cappello di Mignola sta nel mostrarvi con delle tavole semplici, con dei disegni fatti di pochi tratteggi, tutto quello che a parole sembra banale. E nel mostrarvelo vi si dischiude una magia di cui non riuscite a fare a meno, vi si instilla una fame che si sazia solo col prossimo volume di Hellboy. E poi col prossimo. E poi col prossimo. E poi...

Giuseppe "Giuppo" Lamola


Mignola - Wild Hunt #1




in breve >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>





Recensione dei volumi

HELLBOY: IL RICHIAMO DELLE TENEBRE” (vol. 8) 
HELLBOY: LA CACCIA SELVAGGIA” (vol. 9)
Data di pubblicazione: Luglio 2008 – Ottobre 2010
Editore: Magic Press

CREDITS

Testi: Mike Mignola
Matite: Duncan Fegredo
Colori: Dave Stewart
Traduzione: Marco Rizzo – Stefano Formiconi



Nessun commento:

Posta un commento