sabato 25 agosto 2012

BRENDON #86

Chiaverotti e Roi insieme? Meraviglia!





Prima di iniziare i nostri deliri da recensori, vogliamo – una volta di più, che non guasta – ringraziare il divo Claudio Chiaverotti per le splendide parole che ha voluto e saputo usare per parlare di noi Audaci (orgoglio, eh!) sulla posta di questo numero estivo di Brendon: siamo noi a gongolare ogni volta che abbiamo l’onore di leggere una tua storia, caro Claudio. Grazie di cuore.
Detto questo ci rimane la meravigliosa storia che ancora una volta il duo dark per eccellenza del fumetto italiano ci ha voluto regalare: “La strega d’inverno”.
Alle matite infatti ritroviamo il signore delle ombre Corrado Roi, alla sua quinta apparizione sulla serie regolare dopo i due superclassici “Le ali della notte” n. 4 del dicembre 1998 e “Il Carro della paura” n. 9 dell’ottobre 1999 e la recente storia doppia “La sposa in nero” - “L’impronta del diavolo” nn. 79 e 80 pubblicata ad agosto e ottobre 2011 (senza contare le prime 44 copertine e quello che secondo noi è il suo capolavoro assoluto, “Nel cuore del buio”, lo speciale Brendon n. 8 del luglio 2010).
I disegni dell’inarrivabile maestro Roi sono come al solito meravigliosi (ma che ve lo dico a fare?! Fatevi un favore e gustatevi il primo piano del nostro amatissimo Brendon a pagina 98…). E poi lasciatemi dire che belle le tavole delle pagine 36 e 37 quando Camille e Matthew, i due compagni di (s)ventura protagonisti dell’albo, giungono a Old London: la vista da lontano con il grande Benjamin, la cavalcata sul desolante Tower Bridge e il passaggio davanti ai leoni di Trafalgar Square sono – per chi, come il sottoscritto, ha speso mesi della sua vita a Londra – davvero impagabili. 
Ma, in fondo, chi siamo noi per compiere qualsivoglia operazione retorica di commento a cotanta bellezza? Nessuno (come disse Odisseo), e quindi un solo consiglio vi giunga dal nostro umilissimo pulpito:
ammirate, ammirate e poi ammirate ancora…


E ora una piccola nota di carattere storico-filologico. Il primo incontro tra questi due mostri sacri del nero risale all’ottobre 1990 con una delle storie dylaniate più belle di sempre, “Il Mistero del Tamigi”, n. 49 [gli Audaci più attenti sapranno scorgere sicuramente il filo rosso che lega questa storia a “Il Mistero del Tamigi” (alle pp. 61-70)].


Da allora i nostri formano una coppia di autori di primissima grandezza sul piano nazionale che ancora oggi, per chi scrive, resta insuperata e francamente insuperabile.
L’ultima volta ci chiedevamo quale fosse il segreto del divo Claudio…
Nessuno lo sa, forse nemmeno lo stesso Chiaverotti che da terzo fratello Grimm (ecco! Forse è questo il suo segreto…) continua a sfornare storie da incubo che sono sempre portatrici di un insegnamento (insegnamento che non tutti sono in grado di scorgere e apprezzare, fermandosi al primo livello di lettura, quello più superficiale – proprio come accaduto per i Grimm) che ci arricchisce e ci difende un po’ dalle continue brutture che il mondo e la vita ci riservano.

Il riferimento ai fratelli Grimm non è casuale. 
Infatti per “La strega d’inverno” il nostro ha scomodato addirittura la fiaba Cappuccetto Rosso (Rotkäppchen, 1857). Ma sarà lei o no la strega citata nel titolo? Sta a voi scoprirlo leggendo questo meraviglioso albo che vi farà viaggiare nel mondo delle fiabe che abbiamo imparato a conoscere e a temere fin da piccolissimi. 
Vi troverete faccia a faccia con la già citata Cappuccetto Rosso, con Peter Pan, con Capitan Uncino, con la Sirena, con la Fata, con il Lupo, con Mangiafuoco. Sarete costretti ad assaggiare i Fiori del male, vi scontrerete con un orco cattivo e una strega (forse più di una, in realtà) senza scrupoli che si fingerà buona e materna; passerete attraverso la morte, la violenza, la cattiveria, il genio, la follia, l’arroganza; proverete l’immensa sofferenza degli sfortunati protagonisti e piangerete (se l’ha fatto il Sommo, potete farlo anche voi…) con loro nel commovente finale in cui Brendon si troverà davanti all’orrore puro e dovrà decidere come agire… farà la cosa giusta?
Insomma, Chiaverotti ha fatto centro per l’ennesima volta e il bersaglio è stato, ancora una volta, il nostro cuore sanguinante.
…e tutti morirono felici e contenti
ROLANDOVELOCI






BRENDON serie regolare n. 86

SERIE: BRENDON
NUMERO: 86
DATA: AGOSTO 2012
SERGIO BONELLI EDITORE

“La Strega d’inverno”

COPERTINA: Massimo Rotundo
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti
DISEGNI E CHINE: Corrado Roi

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