sabato 14 luglio 2012

STORIE DI PAZ


Andrea Pazienza illustra Prévert

Dato che qui si parla di fumetti e di Audaci, credo che sia d'obbligo nominare (non invano) un audace del Fumetto Italiano (nonché pugliese come noi) :
Andrea Pazienza
Pazienza (o Paz per gli amici) è stato il portavoce, il poeta, l'artista di una generazione che è venuta subito dopo il '68, di cui i suoi disegni folli, carnevaleschi e un pò dadaisti interpretano bene il disagio, il nichilismo e  l'immobilità che in quegli anni si prospettavano.
Paz è un outsider, un vignettista atipico, satiricamente acido, ma "sa bene il fumetto suo". Il disegno è la sua arte sin da quando aveva 18 mesi e lo dimostra anche a 16 anni, quando realizza 17 tavole che illustrano 3 componimenti di Jacques PrévertTentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi-Francia, Lo spazzino (balletto) e la pièces teatrale Entrate e uscite. 



Poesia disegnata che coniuga l'opera di due artisti simili nell'essere naturalmente geniali, e come Fernanda Pivano scrive nell'Introduzione all'edizione Fandango Libri, "due artisti popolari e anarchici, antiborghesi e sperimentali, audaci e comunicativi". Pazienza trasferisce nel disegno le parole di Prévert con efficacia da maestro. 
Il tratto del pennarello è già quello inconfondibile e unico dell'artista: arabeschi, linee e puntini, qualche chiazza di colore al punto giusto, tutti uniti dalle rime del poeta francese. L'originalità si distingue da subito e la si apprezza. L'ironia "pazziana" è onnipresente e con essa un filo di amarezza, come nella tavola in cui riecheggiano i versi "Il sole splende per tutti, non splende nelle prigioni, non splende per quelli che lavorano in miniera". 

Ne emerge un sentimento patriottico ma antinazionalista che accomuna il fumettista italiano al poeta della vicina Francia. Leggendo questa "chicca" esclusiva del giovane Paz ci si accorge di quanto abbiamo bisogno di uno come lui dalla vena comicamente sprezzante e Audace che in questi tempi non farebbe male, anzi. 
Ma... ci vuole Pazienza! 
Alessia Melchiorre 



Il volume di Fandango Libri


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