mercoledì 23 maggio 2012

Ah, dimenticavo: MICHELUZZI & TOPPI

Due maestri italiani in Galleria a Parigi
Che poi uno pensa «E te ne ricordi solo adesso?»! 
No, non è solo questo. È che uno ha tante cose da fare, da leggere, da ascoltare e – per forza di cose – ne trascura delle altre…
Questo breve reportage è proprio una di quelle cose che ho rinviato a lungo, per troppo tempo e adesso – col capo cosparso di cenere – vengo a proporvi queste poche righe per descrivervi l’esposizione con alcune delle opere di Attilio Micheluzzi e di Sergio Toppi allestita a Parigi, presso le prestigiose gallerie Daniel Maghen, a fine aprile. 
La ragione alla base della mostra è la riedizione (consentitemi di definirla davvero deluxe) curata dalla Mosquito delle opere “Titanic” di Micheluzzi e “Dossier Kokombo” di Toppi. Questi due maestri assoluti della IX Arte, conosciutissimi in Francia (addirittura osannati!) e altrettanto ignorati dal grande pubblico in Italia, ci hanno regalato nel corso della loro lunghissima carriera opere d’arte di primo valore: l’eleganza inarrivabile di Micheluzzi e la finezza e l’originalità del tratto di Toppi hanno fatto scuola e chiunque voglia metter piede nel mondo delle nuvole parlanti deve fare i conti con la lezione impartita ai posteri da questi due maestri.


Questa esposizione presenta il lavoro del compianto Micheluzzi (1930-1990), focalizzando l’attenzione sulla sua splendida e drammatica opera “Titanic” (nel mese di aprile 2012 c’è stato il centenario del celebre e tragico naufragio, una buona scusa per procurasi questo pregiatissimo volume, non pensate?).




 Sergio Toppi è uno di quegli autori che ha sperimentato praticamente tutti i generi possibili (memorabili anche le sue scene tratte dalla “Bibbia”, forti di un realismo assoluto). Lo spirito dell’anziano artista si trova tutto in questi disegni esposti che permettono di toccare con mano il suo straordinario talento.




































Nella speranza di essere riuscito a incuriosirvi (è quello che noi Audaci, nel nostro piccolo, ci proponiamo di fare: fornire stimoli, fare conosce e – magari, perché no? – far appassionare i nostri audacissimi lettori a questa magnifica forma d’arte chiamata fumetto), il vostro Rolando vi saluta con affetto!
ROLANDOVELOCI


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