venerdì 10 febbraio 2012

DEVIL: REBORN

Devil è sempre stato un eroe solitario, cupo, che agisce in ambienti simil-noir. Si può considerare un po’ la versione Marvel di Batman, forse ancora più solitario rispetto al Cavaliere Oscuro (non ha mai avuto una spalla ‘alla Robin’ né ha voluto entrare attivamente in uno dei vari supergruppi). In effetti, non a caso, le origini di entrambi i personaggi sono state rinarrate e riplasmate dal buon Frank Miller, in storie memorabili come “Batman: Year One” e “Daredevil: Man without fear”.

In ogni modo, sin dall’uccisione dell’amata Karen Page (nel 1998-99 nella saga “Guardian Devil” ad opera di Kevin Smith e Joe Quesada), vari autori nel corso degli ultimi anni hanno descritto una progressiva discesa di Devil verso l’abisso, immergendolo in situazioni sempre più difficili ed oscure.
Nella recente saga “Shadowland”, Devil pareva indistinguibile da un criminale: messo a capo dell'organizzazione criminale della Mano, Matt Murdock uccideva persino il perfido Bullseye a sangue freddo. Poi tutto si sarebbe relativamente risolto (?), anche con l’aiuto di alcuni supereroi newyorkesi doc. Dopo la fine di “Shadowland” c’era però un buco narrativo, qualcosa ancora da raccontare. Intanto, bisognava capire che fine avesse fatto il nostro Matt, e rispondere soprattutto una domanda che gli autori (forse colpevolmente) avevano tralasciato: come ha vissuto Matt tutti questi eventi? E che fine ha fatto al termine di tutto il casino?

Inizia a darci una risposta lo scrittore Antony Johnston in “After the fall”, una storia noir che riprende il personaggio del giornalista Ben Urich, unendo la sua indagine sul destino di Devil a quella del detective Kurtz (troppo simile al commissario Gordon per attecchire nei nostri cuori). Questo episodio, che apre il volume della Panini, si fa notare comunque, intanto per i nerissimi disegni di Marco Checchetto e De la Torre, poi per la prima apparizione di Pantera Nera come nuovo protettore di Hell's Kitchen. C’è da dire però che rispetto al resto del volume l’atmosfera di questa storia stride un po’, anche perché è appunto l’epilogo di “Shadowland”, per cui il lettore che non ha letto la saga potrebbe faticare un po’ a decifrare ogni riferimento.
Il resto dell’albo è invece talmente a sé stante che potrebbe essere ambientato in un momento qualsiasi della vita dell’eroe, se non fosse per la bella doppia tavola che mostra tutto ciò che nel passato recente ha lasciato un marchio nell’anima dell’Uomo senza paura. Un Matt Murdock senza costume viaggia attraverso lande desolate della provincia americana, mentre cerca di espiare le sue colpe. La storia sembra un po’ troppo dedita all’azione e poco allo sviluppo di qualsiasi approfondimento; il cattivo della storia non sembra mordere fino in fondo; il finale, poi, è quello giusto, è un nuovo prologo, ma pare già scritto dall'inizio della lettura. In ogni caso è positivo l’aver ripreso a centrare la narrazione sul personaggio che dà il nome alla serie.
Andy Diggle, recente scrittore regolare di Devil, si congeda dalla gestione del personaggio con questi quattro episodi di “Devil: Rinato” (che richiamano, purtroppo solo nel titolo, il capolavoro “Born Again” di Miller e Mazzucchelli). Globalmente il suo ciclo, iniziato su “Devil e Hulk: La Lista”, non è stato all’altezza di quelli ideati dai suoi predecessori e questa minisaga ne è l’ulteriore dimostrazione: del resto il compito di subentrare a Ed Brubaker (a sua volta successore del buon Bendis) era arduo.

Ai disegni tutt’altra musica, per fortuna. Davide Gianfelice, già visto su “John Doe” (Ed. Aurea), “Northlanders” e “Greek Street” (Vertigo), supera questa prova importante con la Marvel con uno stile scarno che si adatta all’asprezza della storia. Il suo tratto spesso e senza mezzi termini viene esaltato dalle scene d’azione, in cui può esprimersi variando inquadrature e composizione delle tavole. A volte nelle tavole con più dialoghi, alcuni dettagli si perdono sulla scia dello stile pulito, ma è un piccolo difetto che non impedisce di godersi il complesso. Alcune caratteristiche del segno di Gianfelice ricordano il Pascual Ferry di “Thor” e lo Scott Mc Daniel di “Nightwing”, mantenendo in ogni caso una sua peculiarità e risultando in continuità con le sue opere precedenti.
In definitiva, un volume leggibile ma con alcune rilevanti pecche. Riponiamo le nostre speranze nella nuova serie “Devil & i Cavalieri Marvel”, con cui la Panini intende rilanciare il personaggio (dopo la trasformazione di “Devil & Hulk” in “L’incredibile Hulk”) e affiancarlo ad altri personaggi “maledetti” come il Punitore e Ghost Rider. La nuova serie di Devil sarà firmata da Mark Waid, Marcos Martin e Paolo Rivera, i quali ci si augura sappiano cogliere il background del personaggio e fornirci storie intriganti.
Giuseppe "Giuppo" Lamola
“Questa non è New York. Non succede come nei cartoni animati. I Fantastici Quattro,i Vendicatori... Non si occupano delle vicende di provincia.” (Billy, ragazzino cieco)



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