giovedì 26 gennaio 2012

SPIDER MAN UNIVERSE (cioè VENOM) n°1

Vi basta sapere che in queste pagine c’è Kraven il Cacciatore vivo e vegeto per destare il vostro interesse per l’albo? No? Allora, partiamo dall’inizio.

La copertina di Mr. "ho la Q più bella del mondo" Quesada
Quest’anno, tra alcuni mesi, si festeggeranno i 50 anni dalla prima apparizione di Spider-Man in assoluto (su “Amazing Fantasy” n.15).
La Panini ha deciso di festeggiare l’evento pubblicando una nuova serie regolare dal titolo “Spider-Man Universe”, anche se il logo che campeggia sulla cover del numero uno è… “Venom”. Già, Venom, il simbionte alieno che
per i primi tempi fu indossato come costume (nero) dall’ignaro Peter Parker, per poi andare a nutrirsi del giornalista Eddie Brock e nel tempo di vari altri. Ma ora che Eddie è diventato l’Anti-Venom (vedi Spider-Man n.574), chi si farà infettare dal simbionte? La risposta è: Flash Thompson. E qui, la storia si fa interessante. Perché Flash, amico di vecchia data del buon Peter Parker, ha di recente perso entrambe gambe durante un’esplosione in Iraq; viene scelto proprio lui per il Progetto (militare) Rinascita 2.0, ed ecco a voi un nuovo Venom di zecca.
il nuovo Venom di Tony Moore
Questo ritorno in auge dei simbionti in casa Marvel [non a caso, nello stesso mese tornano Venom, Carnage e l’Anti-Venom] ha un po’ i connotati di una operazione nostalgia degli anni ’90, come conferma la copertina variant, metallizzata ed ipertrofica, di questo numero 1, ad opera del buon Quesada. Eppure, a salvare la baracca, ci sono gli autori: Rick Remender (testi) e Tony Moore (disegni), la stessa coppia di “Fear Agent” e di “FrankenCastle”. Remender e Moore si occupano delle prime due storie della serie, spingendo non tanto sullo splatter (come ci si sarebbe aspettato), quanto sull’azione. Parlano della follia, delle bugie e dello spingersi oltre i propri limiti. Tutto ciò, facendo tornare il buon Jack Lanterna, il quarto di una lunga serie di criminali dal nome pessimo. Anche di lui avremmo fatto a meno? Chissà, ne sapremo di più nel prossimo numero. A rendere più grigia e sostanziosa la vicenda ci pensa il difficile rapporto tra Flash e la sua compagna Betty Brant, quest’ultima ovviamente all’oscuro di tutto ciò che avviene al nostro.
Sicuramente straniante e maledetta è l’apparizione di Kraven il Cacciatore (come si diceva all’inizio), personaggio indimenticato della saga “L’ultima caccia di Kraven” (una delle più intense storie Marvel di tutti i tempi, anno 1987) e recentemente tornato tra i vivi (?) nella “Tetra caccia”. E non ci faremo certo turbare dal fatto che la sua apparizione non c’azzecchi una virgola con la trama generale ma sia chiaramente un espediente acchiappa-lettori. [Sempre in tema di coincidenze, è poi interessante notare come un altro personaggio cardine dell’Ultima caccia di Kraven, e cioè il topoide Vermin, sia tornato sempre a gennaio nelle opprimenti ed oscure pagine di Spider-Man n.573 di Yost-McKone, negli episodi legati all’evento “Fear Itself”]
La Panini decide poi di ripresentarci, come storia di chiusura, un bel racconto dell’83 (giustamente, perché dare spazio solo agli anni ’90?) con protagonisti i celeberrimi (?!) “Cloak & Dagger”, il cui nome significa più o meno “cappa e spada”, protagonisti di una storia….che non ha niente a che fare con il fantasy. Anzi, Bill Mantlo e Rick Leonardi puntano sulla verosimiglianza delle situazioni: un prete, una detective e dei ragazzi di provincia si trovano coinvolti nelle vicende di questi due eroi “difficili” del cosmo Marvel, in lotta perenne contro criminali e spacciatori.
Insomma, una nuova testata ragnesca che parte come si deve.
Giuseppe "Giuppo" Lamola


“Ogni spirito ha un’essenza diametralmente opposta che deve cacciare e da cui viene cacciato” Kraven (da “Venom” n.2)

La preview delle prime pagine pubblicata da "IGN"






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